domenica 30 dicembre 2012

Elisabetta I anno 6

La storia di Elisabetta I è ammirevole, la regina vergine, di cui tanto si parla in film e romanzi. La ricordiamo con la faccia tutta truccata in modo bianchissimo e con i capelli corti e riccioli.

Il mio intento è di parlarne come persona, come me la immagino, un po' più umana, più vicina a noi anche se sempre reale. Non è mia intenzione fare un trattato storico e se qualcuno vuole puntualizzare con qualche informazione è chiaramente possibile inserire un commento.

A 6 anni affrontavo i miei doveri di studentessa in casa con Katherine e mi appassionavo alle scienze e allo studio delle altre nazioni e delle loro lingue. Sapevo che fossero importanti, così come gli spazi per pensare e per pregare in mezzo alla natura o nella cappella di famiglia. Cominciavo anche con i primi impegni sociali non nelle udienze di mio padre ma in qualche cerimonia. Mi ricordo di aver fatto da damigella ad una sposa, forse mia parente, non ricordo, che si sposava a Westminster Abbey.
Mentre avanzavo verso l'altare con il velo in mano presa dal non inciampare e da non stropicciare il mio abito, mi prese un pensiero. Stringevo sempre più forte il velo facendomi quasi male per trattenere le lacrime, pensando che in quel corridoio era passata mia madre nel giorno della sua incoronazione assieme a me, dentro il suo ventre.

sabato 29 dicembre 2012

Elisabetta I anno V

La storia di Elisabetta I è ammirevole, la regina vergine, di cui tanto si parla in film e romanzi. La ricordiamo con la faccia tutta truccata in modo bianchissimo e con i capelli corti e riccioli.

Il mio intento è di parlarne come persona, come me la immagino, un po' più umana, più vicina a noi anche se sempre reale. Non è mia intenzione fare un trattato storico e se qualcuno vuole puntualizzare con qualche informazione è chiaramente possibile inserire un commento.
 
A cinque anni ero spensierata, raccoglievo i fiori e guardavo gli animaletti. Un giorno tornavo verso casa e stranamente non c'era nessuno nei dintorni a sorvegliarmi. Dalla porta a vetri vidi mio padre che parlava con una signora. Mi fu subito simpatica: quando entrai il Re Enrico VIII mi disse che sarebbe stata la mia tutrice e dovevo fare riferimento a lei per tutti i miei bisogni e obbedirle. In cuor mio fui subito contenta.
Katherine mi insegnò molte cose, mi fece apprendere le lingue facendomi capire l'importanza della comunicazione e tutto con lei era facile e leggero.

venerdì 30 novembre 2012

Elisabetta I anno 4

La storia di Elisabetta I è ammirevole, la regina vergine, di cui tanto si parla in film e romanzi. La ricordiamo con la faccia tutta truccata in modo bianchissimo e con i capelli corti e riccioli.

Il mio intento è di parlarne come persona, come me la immagino, un po' più umana, più vicina a noi anche se sempre reale. Non è mia intenzione fare un trattato storico e se qualcuno vuole puntualizzare con qualche informazione è chiaramente possibile inserire un commento.

A quattro anni vivevo a Greenwich in mezzo a bellissimi prati. Mi intrattenevo spesso, mentre la mia tata schiacciava un pisolino in mezzo all'erba con il figlio dello scudiere, Robert. Giocavamo a rincorrerci e a fare capriole sull'erba e stavamo attendi a non essere scoperti a giocare assieme, perché non volevano.
Allora non mi facevo molte domande, non si faceva e basta, allo stesso modo con cui sapevo di non dover appoggiare i gomiti sul tavolo, era una di quelle noiose regole e la regola era non farsi vedere con Robert.
Un giorno non fummo così lesti e la tata ci divise, cacciando lui in malo modo, perché non si doveva permettere di avvicinarmi e doveva tornare al suo posto. Così da quel giorno lo avvicinai io ancora più di nascosto, altrimenti avrebbero pensato fosse stato lui ad avvicinarsi a me.

giovedì 22 novembre 2012

Elisabetta I anno 3

 

La storia di Elisabetta I è ammirevole, la regina vergine, di cui tanto si parla in film e romanzi. La ricordiamo con la faccia tutta truccata in modo bianchissimo e con i capelli corti e riccioli.

Il mio intento è di parlarne come persona, come me la immagino, un po' più umana, più vicina a noi anche se sempre reale. Non è mia intenzione fare un trattato storico e se qualcuno vuole puntualizzare con qualche informazione è chiaramente possibile inserire un commento.
 
Del mio terzo anno di vita, Donald, ricordo quel giorno alla torre, ero tra le braccia della tata, quando mi si avvicina mia madre in un abito splendido, ho davanti agli occhi la sua figura maestosa con il volto triste e le lacrime che le scendono, quella pelle così chiara, un po' sul grigio. Mi bacia sulla fronte e mi dice "Non lasciare che un uomo decida della tua vita", mi stringe forte al petto "Ti amo". Mia madre si allontana con maestà. Solo dopo qualche anno ho saputo che mentre facevo un pisolino vicino alla tata, la testa di mia madre rotolava lì vicino.

giovedì 15 novembre 2012

Elisabetta I anno 2

La storia di Elisabetta I è ammirevole, la regina vergine, di cui tanto si parla in film e romanzi. La ricordiamo con la faccia tutta truccata in modo bianchissimo e con i capelli corti e riccioli.

Il mio intento è di parlarne come persona, come me la immagino, un po' più umana, più vicina a noi anche se sempre reale. Non è mia intenzione fare un trattato storico e se qualcuno vuole puntualizzare con qualche informazione è chiaramente possibile inserire un commento.
 
 
A un anno muovevo i primi passi con facilità seguendo le tate e sorridendo a mia madre. Lei mi sorrideva e mi abbracciava, ma mai quando c'era papà: allora mi trattava con un po' di distanza. Ero curiosa e volevo sapere come funzionava tutto attorno a me e pochi erano disposti a spiegarmelo. Tutti però mi sapevano dire come dovevo stare a tavola e come dovessi fare l'inchino e quale vestito fosse meglio mettere. Per me tutte le cose da imparare erano importanti, tutto era nuovo e il mio mondo era fatto di vestiti e di piccoli balletti. Il momento più bello era il gioco nel prato lì a Greenwich. Ricordo la prima volta in cui ho visto uno scoiattolino, mi sono fermata con un viso con un'espressione simile alla sua e ci siamo guardati, piccole creature in questo mondo in mezzo agli alberi mentre il vento faceva muovere le nuvole veloci sopra di noi. Poi mi sono resa conto di essere più grande e più potenete e ho cominciato ad inseguirlo mentre lui sgusciava ovunque e ridevo di quel gioco.

lunedì 12 novembre 2012

Elisabetta I anno 1

La storia di Elisabetta I è ammirevole, la regina vergine, di cui tanto si parla in film e romanzi. La ricordiamo con la faccia tutta truccata in modo bianchissimo e con i capelli corti e riccioli.
Il mio intento è di parlarne come persona, come me la immagino, un po' più umana, più vicina a noi anche se sempre reale. Non è mia intenzione fare un trattato storico e se qualcuno vuole puntualizzare con qualche informazione è chiaramente possibile inserire un commento.
 
E così, Donald, venni alla luce trattata con tutto il rispetto che si deve ad una principessa e con tutta l'inutilità che si vede in una bambola. Mia madre mi amava, lo sentivo, mentre mio padre anche se non poteva fare a meno di sorridermi mi guardava come se mi mancasse qualcosa.
Delle donne che si prendevano cura di me una sola mi voleva veramente bene, non so se vedesse qualcosa in me o se fosse invaghita di mio padre e vedesse in me una parte di lui, ad ogni modo tra le sue braccia mi sentivo amata. Anche tra le braccia di mia madre, ovviamente, ma sentivo in lei una strana preoccupazione una ricerca di qualcos'altro oltre a me, io non ero sufficiente, non ero all'altezza, dovevo essere più forte, più virile, un maschio.
E' stato comunque un bell'anno in cui venivo curata, coccolata, amata, cambiata, nutrita con latte delle varie balie e sentivo il diverso sapore di ciascuna, un latte più dolce, un altro più delicato un altro più caldo.
Amavo le  passeggiate in campagna nei pressi di Greenwich, scorgevo gli scoiattolini e vedevo sfrecciare i cavalli e già quando avevo le gambette fasciate, sognavo la forza e la libertà della natura.

 

domenica 11 novembre 2012

Elisabetta I il concepimento e la nascita

E così Donald ti ho chiamato per raccontarti, perché qualcuno deve sapere quello che è nel cuore della regina.
Nel mio cuore c'è la consapevolezza di essere nata da un'unione non troppo chiara come tempi, sento dentro di me ancora quell'agitazione che ha accompagnato mia madre durante la gravidanza con quella trepidazione di dare un maschio a papà Henry, anche se sapeva bene quale potesse essere la potenza di una donna e io ero parte del suo potere assoluto.
Ricordo il giorno dell'incoronazione di mamma, in cui io ero dentro di lei e le si stringeva il cuore nel pensare di mettermi in pericolo, non sapeva in realtà se fosse pericoloso o meno ma era molto in allarme. Nello stesso tempo ho sentito la fierezza del risultato che aveva raggiunto, Westminster Abbey così meravigliosa e pronta ad accoglierla e il suo novello sposo che la incoronava.
Tutto nel suo cuore e anche nel mio era gioia e tripudio e sentivamo quel tripudio giusto e meritato, una scelta, non una nostra imposizione. Pochi lo capivano e lo condividevano, presi dalla consuetudine e da una giustizia che non sapevano nemmeno da dove venisse, da motivi che non conoscevano, senza cercare di pensare ma solo seguendo il gregge. E chi è fuori dal gregge è sempre visto male sia che sia meglio sia che sia peggio del gregge. Io nella pancia di mia madre non sapevo se ero maschio o femmina ma già sapevo che avrei dovuto essere maschio perché era meglio per governare e solo nel momento della nascita, dalle facce un po' deluse che vedevo ho capito che invece ero femmina e da lì sapevo di dover correggere le parti difettose senza far venir meno quel potere che poteva essere solo mio.