lunedì 12 novembre 2012

Elisabetta I anno 1

La storia di Elisabetta I è ammirevole, la regina vergine, di cui tanto si parla in film e romanzi. La ricordiamo con la faccia tutta truccata in modo bianchissimo e con i capelli corti e riccioli.
Il mio intento è di parlarne come persona, come me la immagino, un po' più umana, più vicina a noi anche se sempre reale. Non è mia intenzione fare un trattato storico e se qualcuno vuole puntualizzare con qualche informazione è chiaramente possibile inserire un commento.
 
E così, Donald, venni alla luce trattata con tutto il rispetto che si deve ad una principessa e con tutta l'inutilità che si vede in una bambola. Mia madre mi amava, lo sentivo, mentre mio padre anche se non poteva fare a meno di sorridermi mi guardava come se mi mancasse qualcosa.
Delle donne che si prendevano cura di me una sola mi voleva veramente bene, non so se vedesse qualcosa in me o se fosse invaghita di mio padre e vedesse in me una parte di lui, ad ogni modo tra le sue braccia mi sentivo amata. Anche tra le braccia di mia madre, ovviamente, ma sentivo in lei una strana preoccupazione una ricerca di qualcos'altro oltre a me, io non ero sufficiente, non ero all'altezza, dovevo essere più forte, più virile, un maschio.
E' stato comunque un bell'anno in cui venivo curata, coccolata, amata, cambiata, nutrita con latte delle varie balie e sentivo il diverso sapore di ciascuna, un latte più dolce, un altro più delicato un altro più caldo.
Amavo le  passeggiate in campagna nei pressi di Greenwich, scorgevo gli scoiattolini e vedevo sfrecciare i cavalli e già quando avevo le gambette fasciate, sognavo la forza e la libertà della natura.

 

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