La storia di Elisabetta I è ammirevole, la regina vergine, di cui tanto si parla in film e romanzi. La ricordiamo con la faccia tutta truccata in modo bianchissimo e con i capelli corti e riccioli.
Il mio intento è di parlarne come persona, come me la immagino, un po' più umana, più vicina a noi anche se sempre reale. Non è mia intenzione fare un trattato storico e se qualcuno vuole puntualizzare con qualche informazione è chiaramente possibile inserire un commento.
A quattro anni vivevo a Greenwich in mezzo a bellissimi prati. Mi intrattenevo spesso, mentre la mia tata schiacciava un pisolino in mezzo all'erba con il figlio dello scudiere, Robert. Giocavamo a rincorrerci e a fare capriole sull'erba e stavamo attendi a non essere scoperti a giocare assieme, perché non volevano.
Allora non mi facevo molte domande, non si faceva e basta, allo stesso modo con cui sapevo di non dover appoggiare i gomiti sul tavolo, era una di quelle noiose regole e la regola era non farsi vedere con Robert.
Un giorno non fummo così lesti e la tata ci divise, cacciando lui in malo modo, perché non si doveva permettere di avvicinarmi e doveva tornare al suo posto. Così da quel giorno lo avvicinai io ancora più di nascosto, altrimenti avrebbero pensato fosse stato lui ad avvicinarsi a me.
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