Oggi parlo della mia sconfitta.... che mi ha portato ad un'importante scoperta.
Un giorno entra Ludovico, un bell'uomo, sicuro di sè, strano per il mio solito tipo di clienti che si vede da distanza che hanno bisogno di aiuto.
- Buongiorno dottore, ho sempre mal di schiena
-Buongiorno Ludovico, come mai è venuto da me?
- ho provato tutte le cure tradizionali senza esito, una delle mie donne mi ha detto che lei fa miracoli facendomi parlare con una parte nascosta di me
- vero la sua amica l'ha informata bene, questa parte darà la soluzione, allora si accomodi che preparo l'iniezione
Ludovico si sdraia subito sul divano senza alcun tipo di problema o di inibizione e senza preoccupazioni apparenti.
Non dico più nulla, gli faccio l'iniezione
- Ora dovrebbe fare effetto
- Tieni gli occhi chiusi e rilassati e al mio tre ti spegnerai e lascerai campo libero a quello che abita dentro di te e ti indicherà la strada
-Sì dottore, tranquillo sono già qua, sono Enrico e voglio dirle subito che il mal di schiena rimarrà lì. Ludovico è uno che rischia e gli ho creato il mal di schiena per far sì che senta i suoi limiti, che nella sua testa non esistono vuole avere tutto e subito ed esattamente come vuole lui, ha fatto dei passi avanti ma devo ancora preservare la sua vita non posso ancora fidarmi a lasciarlo fare
- Non puoi comunicare con Ludovico e renderlo cosciente dei suoi limiti?
- Lui è convinto di non avere una forza superiore, che lui è la forza superiore e dentro di sè alberga uno sfigatello che lo intralcia non sa che sono io a comandare, se lo sapesse dovrei mettergli tanti altri paletti di cui oggi non ha bisogno perché fa già tante cose così in automatico
- Ci sarà un altro sistema per farlo rendere conto
- Deve prima liberarsi di altre cose, l'ho fatto finire in carcere per limitarlo e adesso ha paura qualunque cosa faccia poco fuori dalla norma, deve liberarsi da questa paura, trovare il giusto equilibrio, deve farsi passare la presbiopia, deve poter vedere le cose vicine a lui e non solo guardare le lontane che danno meno gioia e non pensare che tutto quello che succede lo fa sentire come in carcere, deve staccarsi da quel periodo, prendere il buono di quanto appreso e lasciare lì il brutto, poterlo guardare senza soffrire.
- Ci sarà un punto da cui si può cominciare...
-Guardare vicino vuol dire avere fiducia di chi gli sta attorno anche abbandonarsi nelle mani di un altro o di un'altra, forse c'è quasi ma deve ancora far qualche passo verso l'abbandono della ricerca della perfezione, situazione complicata per Ludovico
- non si può intervenire? non c'è modo
- No, sarebbe peggio deve fare un pezzo da solo visto che pensa di comandare tutto il gioco e non sa che in realtà sono io, puoi svegliarlo
-Ciao Ludovico, puoi svegliarti ora.
- Allora ha fatto il miracolo?
- No, non è successo nulla non si è presentato il tuo abitante interno, penso che sei tu stesso già in assoluta connessione, se vuoi torna tra un anno che vediamo se sarà ancora così o ci sarà un'evoluzione
- Eh dottore, anche lei non fa miracoli, lo dovrò dire a quella là, non c'è proprio da fidarsi.....
lunedì 30 dicembre 2013
Ludovico
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martedì 24 dicembre 2013
Flavio
Un giorno entra Flavio e mi dice
- Buongiorno, vorrei un consulto
- Certo sono qua per questo, se è qua avrà già provato un po' di tutto
- Esatto, ora voglio arrivare al nocciolo
- Bene si accomodi mentre preparo la pozione
Così mentre mi accingo a preparare lui continua
- Deve sapere che non è sempre facile guardare in faccia la realtà lo so bene, sono separato da due anni con un matrimonio finito prima di cominciare e ora non riesco più a stare bene da solo, adesso ho troppo tempo e mi dò fastidio pure io
- Prego chiuda gli occhi e si rilassi, intanto le inietto il siero così sarà in condizione di conoscere tutta la verità
- Sì ecco lo spero proprio, ecco sento che la volontà cede..................... Flavio non è più nessuno, ha abbandonato il suo voler girare e scoprire posti nuovi e crede di non volerlo più fare, invece la nostra strada non cambia, la strada era segnata e quando si sta bene è perchè si sta facendo quello che si vuole fare. Gli affanni aumentano quando si abbandona la via e poi è difficile recuperare perché si tratta di dare un colpo di testa e la gente è abituata a vederti in un certo modo. Ora però la parte cosciente di Flavio deve sapere che non può restare ad aspettare che le cose avvengano deve farle avvenire ogni giorno viaggiando verso la meta che sarà sempre diversa per potersi arricchire, le persone che non ti conoscono lo avvertono subito e tu pensi che non ti conoscono, ma è solo quello che gli altri vogliono che tu pensi non quello che senti tu
- Possiamo raccontarlo da sveglio al conscio di Flavio?
- Fatelo, Flavio dirà che lo sapeva già ma aveva bisogno di una scusa per poterlo fare
- C'è altro che Flavio deve sapere
- Per ora no, il resto lo svierebbe, per ora è sufficiente così
- Bene allora quando dirò 3 Flavio tornerà nel suo stato cosciente e saprà di dover partire e assaporare nuove cose..... 1, 2 e 3
Flavio si sveglia dicendo che lo sa e lo sapeva già....
- Buongiorno, vorrei un consulto
- Certo sono qua per questo, se è qua avrà già provato un po' di tutto
- Esatto, ora voglio arrivare al nocciolo
- Bene si accomodi mentre preparo la pozione
Così mentre mi accingo a preparare lui continua
- Deve sapere che non è sempre facile guardare in faccia la realtà lo so bene, sono separato da due anni con un matrimonio finito prima di cominciare e ora non riesco più a stare bene da solo, adesso ho troppo tempo e mi dò fastidio pure io
- Prego chiuda gli occhi e si rilassi, intanto le inietto il siero così sarà in condizione di conoscere tutta la verità
- Sì ecco lo spero proprio, ecco sento che la volontà cede..................... Flavio non è più nessuno, ha abbandonato il suo voler girare e scoprire posti nuovi e crede di non volerlo più fare, invece la nostra strada non cambia, la strada era segnata e quando si sta bene è perchè si sta facendo quello che si vuole fare. Gli affanni aumentano quando si abbandona la via e poi è difficile recuperare perché si tratta di dare un colpo di testa e la gente è abituata a vederti in un certo modo. Ora però la parte cosciente di Flavio deve sapere che non può restare ad aspettare che le cose avvengano deve farle avvenire ogni giorno viaggiando verso la meta che sarà sempre diversa per potersi arricchire, le persone che non ti conoscono lo avvertono subito e tu pensi che non ti conoscono, ma è solo quello che gli altri vogliono che tu pensi non quello che senti tu
- Possiamo raccontarlo da sveglio al conscio di Flavio?
- Fatelo, Flavio dirà che lo sapeva già ma aveva bisogno di una scusa per poterlo fare
- C'è altro che Flavio deve sapere
- Per ora no, il resto lo svierebbe, per ora è sufficiente così
- Bene allora quando dirò 3 Flavio tornerà nel suo stato cosciente e saprà di dover partire e assaporare nuove cose..... 1, 2 e 3
Flavio si sveglia dicendo che lo sa e lo sapeva già....
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martedì 26 novembre 2013
Veronica
-Ciao, sono Veronica
-Ciao Veronica - questa è la risposta in coro dei nuovi compagni di viaggio. Sì perchè oggi mi sono buttata e mi sono iscritta ad uno di quei gruppi di sfigati in cui si va e ci si piange addosso a vicenda.
Il mio problema è che ho diversi problemi di salute, zoppico, non ci vedo troppo bene e sono alle prese con problemi grossi ogni momento poiché quello che per gli altri è facile a me richiede un po' di riflessione.
Ritardata non lo sono, mi hanno rivoltato come un calzino e hanno poi deciso che ero perfettamente normale solo avevo bisogno di tempo perché il mio carattere introverso mi blocca, come se mi congelasse il cervello. Divento un vegetale quasi e non me ne rendo conto, il mondo mi gira veloce accanto e non mi sento io quella sbagliata sono gli altri.
Ora in questo gruppo vedo tante persone loro sì che hanno di che lamentarsi, chi ha perso i genitori da piccolo e ha mille difficoltà nella vita, chi è senza lavoro, chi ha dedicato la vita ad una persona che poi è mancata e non sa dove sbattere la testa...
Mi confido con il coach e gli dico, forse sono di troppo, avete già molto da fare.
-Loro sono un passo avanti a te-
-Stai scherzando, li hai visti? io non ho problemi in confronto-
-Certo forse loro hanno situazioni peggiori ma sanno una cosa che tu non sai: che la soluzione è dentro di loro e non fuori -
-Come fai a dire che non lo so?-
-Perché stai guardando loro e dici che sei nel posto sbagliato, perché ti aspettavi un pacchetto tutto compreso venivi qua e qualcuno ti risolveva la vita, invece si tratta di guardarsi dentro senza curarsi di quanto è fuori
domenica 6 gennaio 2013
Elisabetta I 8
La storia di Elisabetta I è ammirevole, la regina vergine, di cui tanto si parla in film e romanzi. La ricordiamo con la faccia tutta truccata in modo bianchissimo e con i capelli corti e riccioli.
Il mio intento è di parlarne come persona, come me la immagino, un po' più umana, più vicina a noi anche se sempre reale. Non è mia intenzione fare un trattato storico e se qualcuno vuole puntualizzare con qualche informazione è chiaramente possibile inserire un commento.
A 8 anni continuavo i miei studi con molto interesse per le terre diverse dalla mia e soprattutto per le lingue straniere. Ero incuriosita di conoscere come la pensavano quelli degli altri paesi. Non mi era permesso partecipare ai ricevimenti con le delegazioni straniere, così, nelle rare occasioni in cui potevo cercavo di comunicare con i servitori e gli accompagnatori degli ospiti del regno. Vista la mia dimestichezza con le scuderie cercavo di avvicinare i servitori in quel luogo e, quando al seguito si trovavano anche dei giovani, cercavo di cavalcare con loro cogliendo ogni sfumatura diversa dalla nostra cultura. Qualche volta mettevo in imbarazzo i miei interlocutori e spesso non capivano il senso delle mie domande. Sapevo fargli intendere che erano domande senza senso di una ragazzina mentre in realtà cominciavo a formarmi una coscienza politica.
A 8 anni continuavo i miei studi con molto interesse per le terre diverse dalla mia e soprattutto per le lingue straniere. Ero incuriosita di conoscere come la pensavano quelli degli altri paesi. Non mi era permesso partecipare ai ricevimenti con le delegazioni straniere, così, nelle rare occasioni in cui potevo cercavo di comunicare con i servitori e gli accompagnatori degli ospiti del regno. Vista la mia dimestichezza con le scuderie cercavo di avvicinare i servitori in quel luogo e, quando al seguito si trovavano anche dei giovani, cercavo di cavalcare con loro cogliendo ogni sfumatura diversa dalla nostra cultura. Qualche volta mettevo in imbarazzo i miei interlocutori e spesso non capivano il senso delle mie domande. Sapevo fargli intendere che erano domande senza senso di una ragazzina mentre in realtà cominciavo a formarmi una coscienza politica.
martedì 1 gennaio 2013
Elisabetta I anno 7
La storia di Elisabetta I è ammirevole, la regina vergine, di cui tanto si parla in film e romanzi. La ricordiamo con la faccia tutta truccata in modo bianchissimo e con i capelli corti e riccioli.
Il mio intento è di parlarne come persona, come me la immagino, un po' più umana, più vicina a noi anche se sempre reale. Non è mia intenzione fare un trattato storico e se qualcuno vuole puntualizzare con qualche informazione è chiaramente possibile inserire un commento.
Sentivo a 7 anni che mi tenevano lontano da mio padre. Tanta gente vagava attorno a me. Con Katherine iniziavo a vedere quali fossero i regni importanti oltre l'Inghilterra, cercando di capire le dinamiche della loro dinastia. Fantasticavo su quali potessero essere le alleanze migliori da consigliare al re, quali sarebbero stati i più vulnerabili. Studiavo la geografia con quello spirito, studiando le correnti per le navi e l'altezza delle montagne. E cercavo di perfezionare il mio stile a cavallo. Volevano che mi isolassi dal resto del mondo e io lo facevo volentieri, imponendo io stessa la tabella che dovevo rispettare per i miei impegni quotidiani, cercando di non sgarrare, divertendomi a fare da insegnante e studente. Mi piaceva girare per la casa, quando riuscivo a sottrarmi alla sorveglianza e vedere cosa tutti stessero facendo. Ero curiosa, vivace e con tanta voglia di imparare. Questo è quello che mi ha lasciato la mia infanzia.
Sentivo a 7 anni che mi tenevano lontano da mio padre. Tanta gente vagava attorno a me. Con Katherine iniziavo a vedere quali fossero i regni importanti oltre l'Inghilterra, cercando di capire le dinamiche della loro dinastia. Fantasticavo su quali potessero essere le alleanze migliori da consigliare al re, quali sarebbero stati i più vulnerabili. Studiavo la geografia con quello spirito, studiando le correnti per le navi e l'altezza delle montagne. E cercavo di perfezionare il mio stile a cavallo. Volevano che mi isolassi dal resto del mondo e io lo facevo volentieri, imponendo io stessa la tabella che dovevo rispettare per i miei impegni quotidiani, cercando di non sgarrare, divertendomi a fare da insegnante e studente. Mi piaceva girare per la casa, quando riuscivo a sottrarmi alla sorveglianza e vedere cosa tutti stessero facendo. Ero curiosa, vivace e con tanta voglia di imparare. Questo è quello che mi ha lasciato la mia infanzia.
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