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lunedì 30 dicembre 2013

Ludovico

Oggi parlo della mia sconfitta.... che mi ha portato ad un'importante scoperta.
Un giorno entra Ludovico, un bell'uomo, sicuro di sè, strano per il mio solito tipo di clienti che si vede da distanza che hanno bisogno di aiuto.
- Buongiorno dottore, ho sempre mal di schiena
-Buongiorno Ludovico, come mai è venuto da me?
- ho provato tutte le cure tradizionali senza esito, una delle mie donne mi ha detto che lei fa miracoli facendomi parlare con una parte nascosta di me
- vero la sua amica l'ha informata bene, questa parte darà la soluzione, allora si accomodi che preparo l'iniezione
Ludovico si sdraia subito sul divano senza alcun tipo di problema o di inibizione e senza preoccupazioni apparenti.
Non dico più nulla, gli faccio l'iniezione
- Ora dovrebbe fare effetto
- Tieni gli occhi chiusi e rilassati e al mio tre ti spegnerai e lascerai campo libero a quello che abita dentro di te e ti indicherà la strada
-Sì dottore, tranquillo sono già qua, sono Enrico e voglio dirle subito che il mal di schiena rimarrà lì. Ludovico è uno che rischia e gli ho creato il mal di schiena per far sì che senta i suoi limiti, che nella sua testa non esistono vuole avere tutto e subito ed esattamente come vuole lui, ha fatto dei passi avanti ma devo ancora preservare la sua vita non posso ancora fidarmi a lasciarlo fare
- Non puoi comunicare con Ludovico e renderlo cosciente dei suoi limiti?
- Lui è convinto di non avere una forza superiore, che lui è la forza superiore e dentro di sè alberga uno sfigatello che lo intralcia non sa che sono io a comandare, se lo sapesse dovrei mettergli tanti altri paletti di cui oggi non ha bisogno perché fa già tante cose così in automatico
- Ci sarà un altro sistema per farlo rendere conto
- Deve prima liberarsi di altre cose, l'ho fatto finire in carcere per limitarlo e adesso ha paura qualunque cosa faccia poco fuori dalla norma, deve liberarsi da questa paura, trovare il giusto equilibrio, deve farsi passare la presbiopia, deve poter vedere le cose vicine a lui e non solo guardare le lontane che danno meno gioia e non pensare che tutto quello che succede lo fa sentire come in carcere, deve staccarsi da quel periodo, prendere il buono di quanto appreso e lasciare lì il brutto, poterlo guardare senza soffrire.
- Ci sarà un punto da cui si può cominciare...
-Guardare vicino vuol dire avere fiducia di chi gli sta attorno anche abbandonarsi nelle mani di un altro o di un'altra, forse c'è quasi ma deve ancora far qualche passo  verso l'abbandono della ricerca della perfezione, situazione complicata per Ludovico
- non si può intervenire? non c'è modo
- No, sarebbe peggio deve fare un pezzo da solo visto che pensa di comandare tutto il gioco e non sa che in realtà sono io, puoi svegliarlo
-Ciao Ludovico, puoi svegliarti ora.
- Allora ha fatto il miracolo?
- No, non è successo nulla non si è presentato il tuo abitante interno, penso che sei tu stesso già in assoluta connessione, se vuoi torna tra un anno che vediamo se sarà ancora così o ci sarà un'evoluzione
- Eh dottore, anche lei non fa miracoli, lo dovrò dire a quella là, non c'è proprio da fidarsi.....

sabato 6 ottobre 2012

La paura della solitudine e la solitudine delle paure

"Sì Michael ero lì a quell'evento bellissimo certo, ero contenta, ma nello stesso tempo ero un po' titubante perché ero andata da sola e vedevo solo persone accompagnate. Quando è finito tutto, mi sentivo fuori posto e sono scappata invece di socializzare, eppure c'erano un paio di persone interessanti. Sono tornata a casa e mi sono dovuta fermare in macchina perché mi veniva da piangere. Il fatto è che non so nemmeno perché, non è successo nulla, assolutamente nulla che mi potesse far piangere eppure..."
"Bene Patrizia tu non sei venuta qui per sentire la risposta da me, perché sai che la risposta è dentro di te"
"Dici che la tua iniezione magica mi potrebbe rispondere?"
"Possiamo fare un tentativo, se sei d'accordo"
"Sai che sono qua per questo, fammi vedere ancora l'omino, perpiacere"
Patrizia si avvicina al microscopio e attende che Michael metta sul vetrino la goccina magica e vede come un omino stilizzato, le si allarga il sorriso, guarda Michael, annuisce e va a sedersi sulla poltrona. Michael prepara con cura l'iniezione e si avvicina la braccio scoperto di lei e la particella intelligente comincia il viaggio dentro il corpo di Patrizia andandosi ad insediare tra i neuroni del cervello. Da lì comanda la parola mentre ha accesso ad ogni cellula.
"Patrizia ora chiudi gli occhi e attendiamo qualche minuto, mentre ti rilassi"
"Ci sei posso parlarti?"
"Ci sono, il mio nome è Mesil e vedo che vuoi che ti parli del perché Patrizia si è messa a piangere"
"Certo, tutto quello che mi puoi dire, ti ascolto"
"Bene, quando era alla festa, Patrizia ha avuto interesse per gli altri esseri umani, si divertiva, questo l'ha spaventata terribilmente anche se era una cosa per lei piacevole, perché ha cominciato a farsi domande sul dopo e cosa avrebbe detto, e cosa avrebbe fatto e cosa sarebbe successo e forse non le sarebbe stato bene.... insomma ha lasciato che le sue paure guidassero i suoi passi. Dopo aver lasciato fare a loro, si è accorta di aver perso quell'occasione di cambiamento e quindi le lacrime, simbolo sempre di due sentimenti contrastanti. Da qua sento tutti i suoi pensieri e varie cose sono successe sul suo cammino che hanno alimentato le sue paure, attorniata spesso da persone non in linea con lei."
"Mesil, tu riesci a vedere se il suo cervello sta lavorando per reagire?"
"Sì comincia a lavorare in modo da evitare il dolore in futuro, non è detto che questo lavoro porti ad un'apertura verso gli altri, la soluzione più sicura per evitare il dolore è chiudersi ancora di più in se stessi, si evita il dolore ma anche il piacere. L'unico modo è azzerare il passato, in modo che torni con lo spirito pulito come da bambina e possa agire in libertà."
"Credi di poter cominciare l'opera di pulizia?"
"Sì, ma mi rimane poco tempo ed occorre la sua collaborazione, deve essere d'accordo altrimenti in pochi giorni si riformerebbero tutte le limitazioni precedenti"
"Grazie Mesil, sei stato molto utile, ti lascio il tempo di dissolverti con calma"
"Grazie Michael, è stato un onore"
"Ciao Patrizia, bentornata, ho un messaggio per te: devi scegliere se vuoi cancellare i condizionamenti del tuo passato e ritornare con lo spirito da bambina per poter affrontare la vita o se non te la senti e preferisci semmai chiuderti in te stessa e affrontare sofferenze simili a quelle che hai già vissuto. Adesso sei scombussolata, pensaci, mi risponderai la prossima settimana"
"Sì Michael scappo che ho visto i miei limiti e ho come sognato le due strade del mio futuro, devo riprendermi, scappo... Ciao"
"Ciao Patrizia"