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mercoledì 24 ottobre 2012

La comprensione

"Ciao Michael, sono tornata"
"Bene che mi dici, hai deciso?"
"Credo di essermi persa e ritrovata senza la tua magica medicina. Quello che è stato l'ho messo da parte. L'ho ringraziato per come mi ha formato, per quello che mi ha fatto diventare. Il male ha avuto un senso e così si è dissolto"
"Ah, ah, ah... che illluminazione hai avuto, credo che tu sia pronta, vieni con me"
Michael si avvicina al solito microscopio, seguito da Patrizia un po' titubante, cosa mai poteva farle vedere ancora?
Michael estrae dalla lente del microscopio un piccolo microfilm poi ripone una goccia di soluzione sul vetrino e mostra a Patrizia ciò che si vede.
"Ecco la realtà guarda pure"
"Michael ma non vedo nulla"
"In realtà la soluzione fisiologica c'è... Solitamente il lavoro che hai fatto tu da sola lo faccio fare a questo gnometto inventato. Con questo aggancio e l'iniezione tutti si lasciano andare e concedono al loro io più profondo di dire quello che deve dire. Di solito le persone non hanno la forza di fare il vuoto dentro di loro per ascoltarlo. Tu ora sai di averla e per questo ti ho detto la verità. Ti chiedo di non farne parola con nessuno, potrebbero aver bisogno di questo esserino nelle loro teste."

sabato 6 ottobre 2012

La paura della solitudine e la solitudine delle paure

"Sì Michael ero lì a quell'evento bellissimo certo, ero contenta, ma nello stesso tempo ero un po' titubante perché ero andata da sola e vedevo solo persone accompagnate. Quando è finito tutto, mi sentivo fuori posto e sono scappata invece di socializzare, eppure c'erano un paio di persone interessanti. Sono tornata a casa e mi sono dovuta fermare in macchina perché mi veniva da piangere. Il fatto è che non so nemmeno perché, non è successo nulla, assolutamente nulla che mi potesse far piangere eppure..."
"Bene Patrizia tu non sei venuta qui per sentire la risposta da me, perché sai che la risposta è dentro di te"
"Dici che la tua iniezione magica mi potrebbe rispondere?"
"Possiamo fare un tentativo, se sei d'accordo"
"Sai che sono qua per questo, fammi vedere ancora l'omino, perpiacere"
Patrizia si avvicina al microscopio e attende che Michael metta sul vetrino la goccina magica e vede come un omino stilizzato, le si allarga il sorriso, guarda Michael, annuisce e va a sedersi sulla poltrona. Michael prepara con cura l'iniezione e si avvicina la braccio scoperto di lei e la particella intelligente comincia il viaggio dentro il corpo di Patrizia andandosi ad insediare tra i neuroni del cervello. Da lì comanda la parola mentre ha accesso ad ogni cellula.
"Patrizia ora chiudi gli occhi e attendiamo qualche minuto, mentre ti rilassi"
"Ci sei posso parlarti?"
"Ci sono, il mio nome è Mesil e vedo che vuoi che ti parli del perché Patrizia si è messa a piangere"
"Certo, tutto quello che mi puoi dire, ti ascolto"
"Bene, quando era alla festa, Patrizia ha avuto interesse per gli altri esseri umani, si divertiva, questo l'ha spaventata terribilmente anche se era una cosa per lei piacevole, perché ha cominciato a farsi domande sul dopo e cosa avrebbe detto, e cosa avrebbe fatto e cosa sarebbe successo e forse non le sarebbe stato bene.... insomma ha lasciato che le sue paure guidassero i suoi passi. Dopo aver lasciato fare a loro, si è accorta di aver perso quell'occasione di cambiamento e quindi le lacrime, simbolo sempre di due sentimenti contrastanti. Da qua sento tutti i suoi pensieri e varie cose sono successe sul suo cammino che hanno alimentato le sue paure, attorniata spesso da persone non in linea con lei."
"Mesil, tu riesci a vedere se il suo cervello sta lavorando per reagire?"
"Sì comincia a lavorare in modo da evitare il dolore in futuro, non è detto che questo lavoro porti ad un'apertura verso gli altri, la soluzione più sicura per evitare il dolore è chiudersi ancora di più in se stessi, si evita il dolore ma anche il piacere. L'unico modo è azzerare il passato, in modo che torni con lo spirito pulito come da bambina e possa agire in libertà."
"Credi di poter cominciare l'opera di pulizia?"
"Sì, ma mi rimane poco tempo ed occorre la sua collaborazione, deve essere d'accordo altrimenti in pochi giorni si riformerebbero tutte le limitazioni precedenti"
"Grazie Mesil, sei stato molto utile, ti lascio il tempo di dissolverti con calma"
"Grazie Michael, è stato un onore"
"Ciao Patrizia, bentornata, ho un messaggio per te: devi scegliere se vuoi cancellare i condizionamenti del tuo passato e ritornare con lo spirito da bambina per poter affrontare la vita o se non te la senti e preferisci semmai chiuderti in te stessa e affrontare sofferenze simili a quelle che hai già vissuto. Adesso sei scombussolata, pensaci, mi risponderai la prossima settimana"
"Sì Michael scappo che ho visto i miei limiti e ho come sognato le due strade del mio futuro, devo riprendermi, scappo... Ciao"
"Ciao Patrizia"

domenica 23 settembre 2012

Giacomo e il Dott. Porta

"Quindi questo preparato mi farà passare il male alla caviglia?" chiede Giacomo.
"Più esattamente ci farà capire se c'è una causa psicosomatica per il tuo male alla caviglia" risponde il Dott. Porta.
Dopo avergli iniettato il preparato contenente il minuscolo omino, Michael, il Dott. Porta, si rivolge a lui.
"Ora ti avvinghierai a Giacomo e risponderai per suo conto. Hai trovato la causa psicologica del suo male cronico?"
"Certo, sono un insieme di cause. Innanzi tutto vedo che mi ha protetto in molte occasioni, quando non volevo partecipare a qualche evento. Ma si tratta più di conseguenze."
"Bene, vedi l'episodio scatenanate, se esiste un singolo episodio?"
"Vedo mia mamma che aveva necessità di stare a casa perché la nonna non poteva tenerci quel giorno, dire che aveva mal di testa e di non poter andare al lavoro, era al telefono con il capo. Poi vedo mio papà dire che ha mal di schiena per evitare un lavoro che non gli piaceva e un po' lo preoccupava. Un giorno a scuola dovevo fare una scenetta e avevo paura di essere preso in giro perché si trattava di fare una parte buffa ed ecco che mi viene male alla caviglia e non riesco a stare in piedi. Salvo miracolosamente."
"Bene, ora di scenette non ne devi più fare, sei grande e decidi per te stesso, vedi quando ti arriva il male?"
"E' la paura che si manifesta dentro e fuori di me, e mi distrae dalla decisione rimandandola. E' servito qualche volta ad attendere tempi migliori e a semplificare le cose, altre volte mi ha impedito di cogliere il momento giusto."
"Credi che una valutazione obiettiva ti possa salvare nello stesso modo da decisioni sbagliate?"
"Difficile da dirsi, è comunque un peccato non poter andare a correre per proteggersi dalle paure"
"Cancella allora questi ricordi iniziali e trasformali in richieste senza scuse. Riscrivi piano il momento in cui hai sentito quelle parole e fagliene sentire altre, torniamo indietro nel tempo e riscriviamo quella storia, senza peraltro poter modificare gli altri momenti della sua vita."
"I ricordi di mamma sono difficili da modificare, sono molto inseriti nella area antica del cervello, hanno molte ramificazioni e mi hanno insegnato altre cose. La decisione si fa più complessa"
"Infatti molto difficile da valutare e il tempo a tua disposizione sta scadendo, tra poco torna Giacomo il malato immaginario... proseguiremo il nostro discorso in un'altra seduta"
"Beh, che dice l'omino....?" chiede Giacomo di nuovo cosciente.
"Cose interessanti, dobbiamo reincontrarci domani, ti lascio un compito, pensa a tutta la tua storia su tua madre"
"Buffo stavo pensando a lei; va bene domani alla stessa ora Michael, ci penserò"

mercoledì 19 settembre 2012

Restauro

"Dott. Porta, mi faccia capire, quindi questo entrerebbe dentro la mia mente e..."
"... e andrebbe in quella parte del cervello dov'è nascosta la causa del disagio raccontandocela e poi cancellandola" conclude Michael.
"Chiaro, cominciamo allora"
Michael lo fa accomodare come di consueto, abbassa le luci, mette una musica ipnotica fa chiudere gli occhi a Marco e gli inietta il suo magico preparato.
Dopo qualche minuto gli dice:
"Parlami Marco, cosa vedi?"
"ci sono io, assieme alla mia donna. Voglio che lei mi ami così come sono, lei è brava è gentile è intelligente e io non mi sento alla sua altezza. Devo sottometterla per valere qualcosa e mi convinco che sia la cosa giusta. Sono riuscito a piegarla al mio volere, forse per paura, forse per sensi di colpa. Sono contento mentre vedo che lei si autodistrugge, ma non mi importa, perché so che quello è l'unico modo per averla. Mi sento in diritto di farlo perché lei mi ha tradito e io non posso essere tradito, è una mancanza di rispetto troppo grande. Lei non mi vuole più ma deve stare con me perché io lo voglio!"
"Cosa ti dice lei?"
"Lei mi dice che non ce la fa più, io sentivo che per lei era uno sforzo stare con me e questo mi eccitava ancora di più. Poi dopo mesi lei mi dice che non ce la fa più e io non capisco perché, ma la amo e lo accetto, lei cadrà di nuovo e io stimolerò di nuovo i sensi di colpa. Nessuno mi ha mai amato come lei. E' il mio raggio di sole. Anche quando è triste. Ho bisogno di quella tristezza. Lei capirà lo sforzo che faccio a non stare con lei. Ma poi non è andata così, mi ha lasciato e io sono poco. Non mi merito nulla"
"Ti ha spiegato le ragioni per cui ti ha lasciato?"
"Non ho capito. Sicuramente non ero abbastanza"
"Se tu potessi saperle, quali sarebbero?"
"Non mi sono occupato della famiglia, non le sono stato vicino."
"Perché non l'hai fatto?"
"Non ero in grado, non era la mia vita, io non sono per una vita comune"
"Quindi hai fatto grandi cose fuori casa..."
"No, non riesco a combinare niente, me lo diceva sempre mia mamma"
"Riesci a visualizzare tua mamma?"
"Sì eccola"
"Ora voglio che tu la abbracci e accetti il fatto che è una persona e può avere un'opinione non avere sempre ragione, ma solo un'opinione"
"La sto abbracciando, la vedo come una persona, mi sembra più piccolina ora, sì da adulto so che può aver sbagliato"
"Bravo, ora lasciala andare e allontanati da lei, dille quello che credi"
"Mamma vai ora sono grande e so da solo qual è la mia vita"
"Ora torna dalla tua donna, abbracciala e dille che la perdoni e fatti dire che ti perdona e poi lasciala per la sua strada"
"La vedo, la stringo e so che devo lasciarla andare, ti perdono, perdonami anche tu. Lei mi dice che l'esperienza l'ha fatta diventare come è ora con meno paure e capace di affrontare qualsiasi situazione. Vai ora, le dico, lei si gira e se ne va per sempre"
"Bene Marco, ora espandi la tua sicurezza, i tuoi successi i tuoi momenti belli e lascia che prendano il posto del vuoto, fissali e dopo averli fissati ti sveglierai con una sicurezza che non hai mai avuto"
"Salve Dottore, sto bene sa... ma cosa è successo?"
"Bentornato Marco, tutto meravigliosamente bene, vai a casa e fissa un appuntamento con  Daria tra qualche giorno così poi ne parliamo"
"Ok Dottore sarò puntuale, arrivederci"
"Arrivederci Marco"