"Vedo che sei tornato... hai deciso allora la curiamo?"
"Sì Michael, il dolore diventa sempre più insopportabile eppure non la sforzo minimamente"
"Pronto allora? E magia sia..."
Inietta il solito preparato e aspetta che si rilassi ed abbia effetto.
"Bene molecola magica ti ascolto, hai un nome?"
"Sì sono Enrico, per servirti"
"Grazie Enrico, ora dopo molto lavoro sulla mamma e sulla compagna del tuo ospite, dimmi, qual è il nocciolo della questione?"
"E' semplice, si tratta di convincere questo uomo che può essere amato senza dover essere curato allo stesso tempo"
"Molto bene, come agiamo?"
"Dobbiamo fare in modo che lui possa amare in questo modo, così potrà essere sicuro che è possibile"
"Perché lui ha avuto molta cura della moglie?"
"Certo che no, infatti non la ama, probabilmente ne è incapace proprio perché pensa che può amare solo se ha cura dell'altro e lui non può avere cura di altri, troppo occupato a piangersi"
"Quindi hai individuato la sinapsi di collegamento tra amore e cura?"
"Sì è in mano mia, la sto spezzettando, ci vorrà qualche giorno, poi scoprirà che può amare e tutto scomparirà"
"Hai già fatto? ma questo atteggiamento non lo proteggeva da qualcos'altro? Tipo solitudine e delusione?"
"Purtroppo sì anche se in realtà l'amore non contempla né compagnia nè soddisfazione totale, è solo un modo di essere, un modo naturale di essere"
"Mi hai insegnato molte cose Enrico ti ringrazio"
"Ciao ora mi spengo... addio"
"Allora tutto bene?"
"Sì Michael grazie, totalmente scombussolato peggio delle altre volte... scappo a casa, forse... scappo via e vado a stare con me stesso."
"Ok a presto!!!"
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giovedì 4 ottobre 2012
domenica 23 settembre 2012
Giacomo e il Dott. Porta
"Quindi questo preparato mi farà passare il male alla caviglia?" chiede Giacomo.
"Più esattamente ci farà capire se c'è una causa psicosomatica per il tuo male alla caviglia" risponde il Dott. Porta.
Dopo avergli iniettato il preparato contenente il minuscolo omino, Michael, il Dott. Porta, si rivolge a lui.
"Ora ti avvinghierai a Giacomo e risponderai per suo conto. Hai trovato la causa psicologica del suo male cronico?"
"Certo, sono un insieme di cause. Innanzi tutto vedo che mi ha protetto in molte occasioni, quando non volevo partecipare a qualche evento. Ma si tratta più di conseguenze."
"Bene, vedi l'episodio scatenanate, se esiste un singolo episodio?"
"Vedo mia mamma che aveva necessità di stare a casa perché la nonna non poteva tenerci quel giorno, dire che aveva mal di testa e di non poter andare al lavoro, era al telefono con il capo. Poi vedo mio papà dire che ha mal di schiena per evitare un lavoro che non gli piaceva e un po' lo preoccupava. Un giorno a scuola dovevo fare una scenetta e avevo paura di essere preso in giro perché si trattava di fare una parte buffa ed ecco che mi viene male alla caviglia e non riesco a stare in piedi. Salvo miracolosamente."
"Bene, ora di scenette non ne devi più fare, sei grande e decidi per te stesso, vedi quando ti arriva il male?"
"E' la paura che si manifesta dentro e fuori di me, e mi distrae dalla decisione rimandandola. E' servito qualche volta ad attendere tempi migliori e a semplificare le cose, altre volte mi ha impedito di cogliere il momento giusto."
"Credi che una valutazione obiettiva ti possa salvare nello stesso modo da decisioni sbagliate?"
"Difficile da dirsi, è comunque un peccato non poter andare a correre per proteggersi dalle paure"
"Cancella allora questi ricordi iniziali e trasformali in richieste senza scuse. Riscrivi piano il momento in cui hai sentito quelle parole e fagliene sentire altre, torniamo indietro nel tempo e riscriviamo quella storia, senza peraltro poter modificare gli altri momenti della sua vita."
"I ricordi di mamma sono difficili da modificare, sono molto inseriti nella area antica del cervello, hanno molte ramificazioni e mi hanno insegnato altre cose. La decisione si fa più complessa"
"Infatti molto difficile da valutare e il tempo a tua disposizione sta scadendo, tra poco torna Giacomo il malato immaginario... proseguiremo il nostro discorso in un'altra seduta"
"Beh, che dice l'omino....?" chiede Giacomo di nuovo cosciente.
"Cose interessanti, dobbiamo reincontrarci domani, ti lascio un compito, pensa a tutta la tua storia su tua madre"
"Buffo stavo pensando a lei; va bene domani alla stessa ora Michael, ci penserò"
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