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martedì 24 dicembre 2013

Flavio

Un giorno entra Flavio e mi dice

- Buongiorno, vorrei un consulto
- Certo sono qua per questo, se è qua avrà già provato un po' di tutto
- Esatto, ora voglio arrivare al nocciolo
- Bene si accomodi mentre preparo la pozione
Così mentre mi accingo a preparare lui continua
- Deve sapere che non è sempre facile guardare in faccia la realtà lo so bene, sono separato da due anni con un matrimonio finito prima di cominciare e ora non riesco più a stare bene da solo, adesso ho troppo tempo e mi dò fastidio pure io
- Prego chiuda gli occhi e si rilassi, intanto le inietto il siero così sarà in condizione di conoscere tutta la verità
- Sì ecco lo spero proprio, ecco sento che la volontà cede.....................  Flavio non è più nessuno, ha abbandonato il suo voler girare e scoprire posti nuovi e crede di non volerlo più fare, invece la nostra strada non cambia, la strada era segnata e quando si sta bene è perchè si sta facendo quello che si vuole fare. Gli affanni aumentano quando si abbandona la via e poi è difficile recuperare perché si tratta di dare un colpo di testa e la gente è abituata a vederti in un certo modo. Ora però la parte cosciente di Flavio deve sapere che non può restare ad aspettare che le cose avvengano deve farle avvenire ogni giorno viaggiando verso la meta che sarà sempre diversa per potersi arricchire, le persone che non ti conoscono lo avvertono subito e tu pensi che non ti conoscono, ma è solo quello che gli altri vogliono che tu pensi non quello che senti tu
- Possiamo raccontarlo da sveglio al conscio di Flavio?
- Fatelo, Flavio dirà che lo sapeva già ma aveva bisogno di una scusa per poterlo fare
- C'è altro che Flavio deve sapere
- Per ora no, il resto lo svierebbe, per ora è sufficiente così
- Bene allora quando dirò 3 Flavio tornerà nel suo stato cosciente e saprà di dover partire e assaporare nuove cose..... 1, 2 e 3
Flavio si sveglia dicendo che lo sa e lo sapeva già....

giovedì 4 ottobre 2012

Discorsi attorno alla caviglia

"Vedo che sei tornato... hai deciso allora la curiamo?"
"Sì Michael, il dolore diventa sempre più insopportabile eppure non la sforzo minimamente"
"Pronto allora? E magia sia..."
Inietta il solito preparato e aspetta che si rilassi ed abbia effetto.
"Bene molecola magica ti ascolto, hai un nome?"
"Sì sono Enrico, per servirti"
"Grazie Enrico, ora  dopo molto lavoro sulla mamma e sulla compagna del tuo ospite, dimmi, qual è il nocciolo della questione?"
"E' semplice, si tratta di convincere questo uomo che può essere amato senza dover essere curato allo stesso tempo"
"Molto bene, come agiamo?"
"Dobbiamo fare in modo che lui possa amare in questo modo, così potrà essere sicuro che è possibile"
"Perché lui ha avuto molta cura della moglie?"
"Certo che no, infatti non la ama, probabilmente ne è incapace proprio perché pensa che può amare solo se ha cura dell'altro e lui non può avere cura di altri, troppo occupato a piangersi"
"Quindi hai individuato la sinapsi di collegamento tra amore e cura?"
"Sì è in mano mia, la sto spezzettando, ci vorrà qualche giorno, poi scoprirà che può amare e tutto scomparirà"
"Hai già fatto? ma questo atteggiamento non lo proteggeva da qualcos'altro? Tipo solitudine e delusione?"
"Purtroppo sì anche se in realtà l'amore non contempla né compagnia nè soddisfazione totale, è solo un modo di essere, un modo naturale di essere"
"Mi hai insegnato molte cose Enrico ti ringrazio"
"Ciao ora mi spengo... addio"
"Allora tutto bene?"
"Sì Michael grazie, totalmente scombussolato peggio delle altre volte... scappo a casa, forse... scappo via e vado a stare con me stesso."
"Ok a presto!!!"