giovedì 4 ottobre 2012

Discorsi attorno alla caviglia

"Vedo che sei tornato... hai deciso allora la curiamo?"
"Sì Michael, il dolore diventa sempre più insopportabile eppure non la sforzo minimamente"
"Pronto allora? E magia sia..."
Inietta il solito preparato e aspetta che si rilassi ed abbia effetto.
"Bene molecola magica ti ascolto, hai un nome?"
"Sì sono Enrico, per servirti"
"Grazie Enrico, ora  dopo molto lavoro sulla mamma e sulla compagna del tuo ospite, dimmi, qual è il nocciolo della questione?"
"E' semplice, si tratta di convincere questo uomo che può essere amato senza dover essere curato allo stesso tempo"
"Molto bene, come agiamo?"
"Dobbiamo fare in modo che lui possa amare in questo modo, così potrà essere sicuro che è possibile"
"Perché lui ha avuto molta cura della moglie?"
"Certo che no, infatti non la ama, probabilmente ne è incapace proprio perché pensa che può amare solo se ha cura dell'altro e lui non può avere cura di altri, troppo occupato a piangersi"
"Quindi hai individuato la sinapsi di collegamento tra amore e cura?"
"Sì è in mano mia, la sto spezzettando, ci vorrà qualche giorno, poi scoprirà che può amare e tutto scomparirà"
"Hai già fatto? ma questo atteggiamento non lo proteggeva da qualcos'altro? Tipo solitudine e delusione?"
"Purtroppo sì anche se in realtà l'amore non contempla né compagnia nè soddisfazione totale, è solo un modo di essere, un modo naturale di essere"
"Mi hai insegnato molte cose Enrico ti ringrazio"
"Ciao ora mi spengo... addio"
"Allora tutto bene?"
"Sì Michael grazie, totalmente scombussolato peggio delle altre volte... scappo a casa, forse... scappo via e vado a stare con me stesso."
"Ok a presto!!!"

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