Qualche giorno anestetizzato dalle faccende quotidiane, dal susseguirsi veloce di mille questioni.
Poi Elisabeth si ritrova nuovamente davanti al pc a concedersi di estrarre i suoi pensieri.
"Ogni gesto è pesante perché è vuoto.
La mancanza sembra impadronirsi di quanto
è attorno a me. Come un Re Mida diffondo
l'assenza. Mi sto perdendo e sto perdendo vita.
Mi abbandono a vedere quello che vorrei
e mille pensieri affiorano alla mia mente
il cambiamento è dietro l'angolo pronto
ad accogliermi e questo vuoto sta facendo
spazio perché la mia volontà profonda
è nascosta e soffocata e va liberata dall'inutile.
Ordino le stanze per iniziare a fare chiarezza
e gli oggetti suscitano ricordi. A volte è meglio
scordare, a volte è meglio ricordare
so cosa è meglio per me, so in che direzione
voglio andare, il modo non è limpido
certo arriverà.
Il vuoto di persone, di cose permette ad altre
di entrare ma è nel vuoto che avverto l'essenziale
è nel buio che si vede una sola strada
se si intravede un puntino luminoso."
Nessun commento:
Posta un commento