Patrizia vaga per la città a piedi andando un po' a caso trascinandosi, in preda ai suoi pensieri.
Mentre oltrepassa la porta di casa si ricorda che le sarebbe piaciuto scrivere quando era piccola, quando voleva chiamarsi Elisabeth. E si dice "trasferirò il dolore nella penna ricordando la mia vita".
Prende carta e penna, o meglio un foglio vuoto sul pc e getta le parole così come le vengono
"Eccomi a ripensare e pensare ancora
lavoro inutile. Non modifica i fatti.
Soprattutto il pensare al passato
anche se vorrei far rivivere il passato
senza sosta, senza respiro e vedere
la felicità sul tuo volto, Francis.
Non c'è più nel tuo volto,
non c'è più nelle tue parole
e mi lascio sprofondare sulle ali
di un angelo che mi solleva e
mi permette di vivere ancora
e mi ricorda che abbandonandomi
all'essenza delle nostre vite
ognuno ritroverà se stesso
e il suo posto. E se quanto è in mio potere
di fare su questa terra potrà essere
migliore accanto a te,
l'angelo ci riunirà, facendoci
accoccolare assieme sulle sue ali."
Nessun commento:
Posta un commento