venerdì 30 novembre 2012

Elisabetta I anno 4

La storia di Elisabetta I è ammirevole, la regina vergine, di cui tanto si parla in film e romanzi. La ricordiamo con la faccia tutta truccata in modo bianchissimo e con i capelli corti e riccioli.

Il mio intento è di parlarne come persona, come me la immagino, un po' più umana, più vicina a noi anche se sempre reale. Non è mia intenzione fare un trattato storico e se qualcuno vuole puntualizzare con qualche informazione è chiaramente possibile inserire un commento.

A quattro anni vivevo a Greenwich in mezzo a bellissimi prati. Mi intrattenevo spesso, mentre la mia tata schiacciava un pisolino in mezzo all'erba con il figlio dello scudiere, Robert. Giocavamo a rincorrerci e a fare capriole sull'erba e stavamo attendi a non essere scoperti a giocare assieme, perché non volevano.
Allora non mi facevo molte domande, non si faceva e basta, allo stesso modo con cui sapevo di non dover appoggiare i gomiti sul tavolo, era una di quelle noiose regole e la regola era non farsi vedere con Robert.
Un giorno non fummo così lesti e la tata ci divise, cacciando lui in malo modo, perché non si doveva permettere di avvicinarmi e doveva tornare al suo posto. Così da quel giorno lo avvicinai io ancora più di nascosto, altrimenti avrebbero pensato fosse stato lui ad avvicinarsi a me.

giovedì 22 novembre 2012

Elisabetta I anno 3

 

La storia di Elisabetta I è ammirevole, la regina vergine, di cui tanto si parla in film e romanzi. La ricordiamo con la faccia tutta truccata in modo bianchissimo e con i capelli corti e riccioli.

Il mio intento è di parlarne come persona, come me la immagino, un po' più umana, più vicina a noi anche se sempre reale. Non è mia intenzione fare un trattato storico e se qualcuno vuole puntualizzare con qualche informazione è chiaramente possibile inserire un commento.
 
Del mio terzo anno di vita, Donald, ricordo quel giorno alla torre, ero tra le braccia della tata, quando mi si avvicina mia madre in un abito splendido, ho davanti agli occhi la sua figura maestosa con il volto triste e le lacrime che le scendono, quella pelle così chiara, un po' sul grigio. Mi bacia sulla fronte e mi dice "Non lasciare che un uomo decida della tua vita", mi stringe forte al petto "Ti amo". Mia madre si allontana con maestà. Solo dopo qualche anno ho saputo che mentre facevo un pisolino vicino alla tata, la testa di mia madre rotolava lì vicino.

giovedì 15 novembre 2012

Elisabetta I anno 2

La storia di Elisabetta I è ammirevole, la regina vergine, di cui tanto si parla in film e romanzi. La ricordiamo con la faccia tutta truccata in modo bianchissimo e con i capelli corti e riccioli.

Il mio intento è di parlarne come persona, come me la immagino, un po' più umana, più vicina a noi anche se sempre reale. Non è mia intenzione fare un trattato storico e se qualcuno vuole puntualizzare con qualche informazione è chiaramente possibile inserire un commento.
 
 
A un anno muovevo i primi passi con facilità seguendo le tate e sorridendo a mia madre. Lei mi sorrideva e mi abbracciava, ma mai quando c'era papà: allora mi trattava con un po' di distanza. Ero curiosa e volevo sapere come funzionava tutto attorno a me e pochi erano disposti a spiegarmelo. Tutti però mi sapevano dire come dovevo stare a tavola e come dovessi fare l'inchino e quale vestito fosse meglio mettere. Per me tutte le cose da imparare erano importanti, tutto era nuovo e il mio mondo era fatto di vestiti e di piccoli balletti. Il momento più bello era il gioco nel prato lì a Greenwich. Ricordo la prima volta in cui ho visto uno scoiattolino, mi sono fermata con un viso con un'espressione simile alla sua e ci siamo guardati, piccole creature in questo mondo in mezzo agli alberi mentre il vento faceva muovere le nuvole veloci sopra di noi. Poi mi sono resa conto di essere più grande e più potenete e ho cominciato ad inseguirlo mentre lui sgusciava ovunque e ridevo di quel gioco.

lunedì 12 novembre 2012

Elisabetta I anno 1

La storia di Elisabetta I è ammirevole, la regina vergine, di cui tanto si parla in film e romanzi. La ricordiamo con la faccia tutta truccata in modo bianchissimo e con i capelli corti e riccioli.
Il mio intento è di parlarne come persona, come me la immagino, un po' più umana, più vicina a noi anche se sempre reale. Non è mia intenzione fare un trattato storico e se qualcuno vuole puntualizzare con qualche informazione è chiaramente possibile inserire un commento.
 
E così, Donald, venni alla luce trattata con tutto il rispetto che si deve ad una principessa e con tutta l'inutilità che si vede in una bambola. Mia madre mi amava, lo sentivo, mentre mio padre anche se non poteva fare a meno di sorridermi mi guardava come se mi mancasse qualcosa.
Delle donne che si prendevano cura di me una sola mi voleva veramente bene, non so se vedesse qualcosa in me o se fosse invaghita di mio padre e vedesse in me una parte di lui, ad ogni modo tra le sue braccia mi sentivo amata. Anche tra le braccia di mia madre, ovviamente, ma sentivo in lei una strana preoccupazione una ricerca di qualcos'altro oltre a me, io non ero sufficiente, non ero all'altezza, dovevo essere più forte, più virile, un maschio.
E' stato comunque un bell'anno in cui venivo curata, coccolata, amata, cambiata, nutrita con latte delle varie balie e sentivo il diverso sapore di ciascuna, un latte più dolce, un altro più delicato un altro più caldo.
Amavo le  passeggiate in campagna nei pressi di Greenwich, scorgevo gli scoiattolini e vedevo sfrecciare i cavalli e già quando avevo le gambette fasciate, sognavo la forza e la libertà della natura.

 

domenica 11 novembre 2012

Elisabetta I il concepimento e la nascita

E così Donald ti ho chiamato per raccontarti, perché qualcuno deve sapere quello che è nel cuore della regina.
Nel mio cuore c'è la consapevolezza di essere nata da un'unione non troppo chiara come tempi, sento dentro di me ancora quell'agitazione che ha accompagnato mia madre durante la gravidanza con quella trepidazione di dare un maschio a papà Henry, anche se sapeva bene quale potesse essere la potenza di una donna e io ero parte del suo potere assoluto.
Ricordo il giorno dell'incoronazione di mamma, in cui io ero dentro di lei e le si stringeva il cuore nel pensare di mettermi in pericolo, non sapeva in realtà se fosse pericoloso o meno ma era molto in allarme. Nello stesso tempo ho sentito la fierezza del risultato che aveva raggiunto, Westminster Abbey così meravigliosa e pronta ad accoglierla e il suo novello sposo che la incoronava.
Tutto nel suo cuore e anche nel mio era gioia e tripudio e sentivamo quel tripudio giusto e meritato, una scelta, non una nostra imposizione. Pochi lo capivano e lo condividevano, presi dalla consuetudine e da una giustizia che non sapevano nemmeno da dove venisse, da motivi che non conoscevano, senza cercare di pensare ma solo seguendo il gregge. E chi è fuori dal gregge è sempre visto male sia che sia meglio sia che sia peggio del gregge. Io nella pancia di mia madre non sapevo se ero maschio o femmina ma già sapevo che avrei dovuto essere maschio perché era meglio per governare e solo nel momento della nascita, dalle facce un po' deluse che vedevo ho capito che invece ero femmina e da lì sapevo di dover correggere le parti difettose senza far venir meno quel potere che poteva essere solo mio.

Elisabetta I introduzione

La storia di Elisabetta I è ammirevole, la regina vergine, di cui tanto si parla in film e romanzi. La ricordiamo con la faccia tutta truccata in modo bianchissimo e con i capelli corti e riccioli.
Il mio intento è di parlarne come persona, come me la immagino, un po' più umana, più vicina a noi anche se sempre reale. Non è mia intenzione fare un trattato storico e se qualcuno vuole puntualizzare con qualche informazione è chiaramente possibile inserire un commento.

giovedì 8 novembre 2012

La mancanza di coraggio

Mi rivedo bambina, quando aspettavo la fine delle lezioni del precettore scelto da mio padre, il patrizio Adelmo de' Goinni per correre sulla collina e giocare a nascondino con Efisio. Efisio era molto simpatico e allora non vedevo differenze nei nostri vestiti o in quello che mangiavamo o sui luoghi che frequentavamo. Era solo uno simile a me con cui giocavo volentieri. Poi, con gli anni, le differenze me le hanno spiegate e le nostre strade si sono divise.
L'ho rivisto quando avevo sui sedici anni, passeggiando per le strade del centro. "Artemisia!!!" mi chiamò facendomi un profondo inchino. "Efisio, oh sei tu!!! che sorpresa, come stai?". Non potevo dimenticare quel compagno di avventure e la pace che provavo accanto a lui. "Eh, sono tempi duri per noi, carissima, sono in cerca di lavoro e stento a trovarlo". "Mio padre sta cercando personale, per la casa e il giardino, dimmi tu, se vuoi gliene parlo" "Sarebbe splendido, gli dei ti hanno mandato!" Mi accompagnò direttamente a casa, dietro mio suggerimento e non avrei più staccato gli occhi dai suoi mentre continuavamo a chiacchierare con gioia e semplicità.
Così comincia la sua opera in casa mia senza sapere a cosa potessi andare incontro. Oltretutto era uno splendido ragazzo e scoprii in poco tempo che mi ero innamorata. Il nostro rapporto crebbe d'intensità e fu un dolore quando mio padre mi presentò Tullio, il mio promesso sposo, figlio di un influente senatore romano. Spiegai a mio padre i miei sentimenti per Efisio e vidi che per lui era poco più di una bestia e con orrore mi suggerì un matrimonio di comodo così avrei potuto avere la copertura qualunque cosa fosse successa. Non capivo. Eppure dopo aver incontrato Tullio misi in atto il mio piano e gli parlai apertamente di tutto quanto mi passava per la testa e che non avrei mai potuto amarlo. Mi abbracciò. Mi prese una mano e la baciò. "Fantastico!!!"Lui amava un'altra ma il matrimonio era conveniente anche per la sua famiglia, la nostra era molto benestante, mentre la sua aveva il potere politico, un connubio eccezionale. Pianificammo tutto. Avremmo avuto camere separate e non avremmo mai consumato, anzi il fatto che io avessi un altro uomo era per lui una notizia formidabile. Potevo concepire un erede senza coinvolgerlo, perché l'erede ci voleva, era chiaro. Mi salutò in fretta per andare a dare la bella notizia alla sua amata, mentre io avrei fatto altrettanto con Efisio.
Le cose andarono avanti in questo modo e dopo il matrimonio, dopo un breve periodo, rimasi incinta e tutto era splendido, vivevo nella stessa casa con il mio amato anche se ero sposata con un altro che però non avevo nemmeno mai baciato, andavo solo in giro in carrozza assieme.
Il mio splendido Marco, la mia gioia nel mio grembo e anche dopo è stata una gioia con una faccia imprevedibile. Lui non poteva sapere, non almeno in tenera età e giorno dopo giorno mi forzai ad insegnargli a chiamare papà Tullio.
Efisio lo serviva senza potergli dire nulla, chissà quale tortura!
I nostri rapporti si raffreddarono, io vedevo solo la parte di egoismo di Efisio e litigavamo perché secondo me quella era la soluzione migliore per tutti, soprattutto per Marco cui si prospettava uno splendido futuro in quella famiglia. Ora so che la soluzione era ottimale per me, innazi tutto.
Un giorno Efisio andò da mio padre, lo ringraziò per tutto e gli disse che voleva andare a cercare fortuna nelle colonie. Mio padre lo salutò calorosamente, lo pagò e lo benedisse.
Due giorni dopo una serva trovò il suo corpo impiccato nel sottotetto, impiccato ad una trave.
Ed oggi ti porto qua Marco, ormai grande, sulla tomba di tuo padre a raccontarti il più grande peccato di tua madre: la codardia nel voler nascondere la verità a tutto il mondo.

lunedì 5 novembre 2012

Nebbia

In mezzo alla nebbia
immagini improvvise.
Flashback o visioni...
tutto confuso
mi colpisce nel profondo
cerco di ghiacciare tutto
e di lanciare una pietra
che rompa tutto
distruggendo i castelli
che ho creato
lasciando solo
un prato profumato
di fieno fresco
dove poter nuovamente seminare
dopo una stagione
di maggese.

domenica 4 novembre 2012

Pace

Ascolto nel profondo
e vedo l'armonia
dei colori.
La consapevolezza
di poter lasciare
tutto alle spalle
pronta a ricominciare
qualunque cosa accada.
So che la direzione è quella
giusta
e il turbamento che di tanto
in tanto sento non offusca
la mia strada.
Posso decidere se sentire o meno
la sofferenza, perché tutto
ho compiuto.
E' tutto perfetto
con l'unione o
con la separazione...?
Tutto è in divenire
oggi in un modo
domani in un altro.
Destabilizzante per molti
pieno di prospettive per altri.
Tutto è decidere
chi vuoi essere.

sabato 3 novembre 2012

Trovare un fine

Un altro passo.
Il percorso è stato leggero.
Ho visto nuovi luoghi
nuove persone.
Ho imparato a donare
e a ricevere dal dono fatto.
Ho trovato la libertà
ho inseguito una perfezione.
Mi sono evoluta
non per quello che ho fatto
ma per lo spirito con cui l'ho fatto.
Con lo spirito di chi ha perso tutto
e nonostante questo può dare qualcosa.
Sento crescere la sensazione
di aver compiuto un grande gesto.
Ed è già passato il momento.
Rimane l'emozione
che illumina il mio volto
con la gioia di chi ha finito
il proprio compito.