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mercoledì 19 novembre 2014

La ragazza venuta dall'est

ne aveva sentito tanto parlare e alla fine è arrivata, la ragazza dell'est. Si erano visti qualche giorno durante l'estate negli ultimi quattro anni ed erano sempre stati felici perchè non doveva andare bene? lei così ingenua, così giovane quarant'anni di differenza tanta cultura di differenza che forse pareggiava l'età. Doveva essere un sogno, per lui era solo una delle tante quella eletta a badante della casa e sempre disponibile e disposta a tollerare qualunque cosa.
Chissà cosa pensava quella ragazza se era questo quello che aveva in mente quando quella sera in chat gli aveva scritto "sì vengo a vivere con te".
Passano i mesi e tante cose non vanno bene ma lei continua ad abbassare la testa sognando di trovare il lavoro giusto e poter costruirsi una vita da sola.
Indietro non voleva tornare ma quei giorni di vacanza sembrano così lontani....

lunedì 12 novembre 2012

Elisabetta I anno 1

La storia di Elisabetta I è ammirevole, la regina vergine, di cui tanto si parla in film e romanzi. La ricordiamo con la faccia tutta truccata in modo bianchissimo e con i capelli corti e riccioli.
Il mio intento è di parlarne come persona, come me la immagino, un po' più umana, più vicina a noi anche se sempre reale. Non è mia intenzione fare un trattato storico e se qualcuno vuole puntualizzare con qualche informazione è chiaramente possibile inserire un commento.
 
E così, Donald, venni alla luce trattata con tutto il rispetto che si deve ad una principessa e con tutta l'inutilità che si vede in una bambola. Mia madre mi amava, lo sentivo, mentre mio padre anche se non poteva fare a meno di sorridermi mi guardava come se mi mancasse qualcosa.
Delle donne che si prendevano cura di me una sola mi voleva veramente bene, non so se vedesse qualcosa in me o se fosse invaghita di mio padre e vedesse in me una parte di lui, ad ogni modo tra le sue braccia mi sentivo amata. Anche tra le braccia di mia madre, ovviamente, ma sentivo in lei una strana preoccupazione una ricerca di qualcos'altro oltre a me, io non ero sufficiente, non ero all'altezza, dovevo essere più forte, più virile, un maschio.
E' stato comunque un bell'anno in cui venivo curata, coccolata, amata, cambiata, nutrita con latte delle varie balie e sentivo il diverso sapore di ciascuna, un latte più dolce, un altro più delicato un altro più caldo.
Amavo le  passeggiate in campagna nei pressi di Greenwich, scorgevo gli scoiattolini e vedevo sfrecciare i cavalli e già quando avevo le gambette fasciate, sognavo la forza e la libertà della natura.

 

domenica 16 settembre 2012

La gatta

E' tenera la mia Corry, la mia gattina, mi segue ovunque per casa. Mi sveglia al mattino strusciandosi addosso a me, non mi lascia la sera e si accuccia sulle mie gambe mentre sono sul divano. C'è un legame, c'è la voglia di stare insieme. Le piace essere accarezzata e coccolata.
Quando è arrivata e la portavo sul balcone, si aggrappava con le unghie alla mia carne e non mi lasciava, qualcosa la spaventava, anche sulla ringhiera della scala interna. Così non ha mai voluto uscire, il suo mondo è il mio appartamento, è la regina del divano, e anche delle sedie della cucina e se dimentico un maglione... poi lo ritrovo ricolmo dei suoi peli.
Un giorno ho deciso che non era giusto non farle conoscere la sua alternativa, il mondo esterno. L'ho presa in braccio, l'ho portata giù per le scale e lei era un po' stranita, non capiva cosa stessi facendo. Arrivata in fondo alle scale, quello era il limite massimo cui era mai arrivata, ho aperto la porta e lei se ne è stata in braccio mentre ho attraversato il garage e  poi ho fatto due passi fuori, quando ha cominciato a miagolare in modo disperato, spaventato. Meaw meaw, e non scendeva se ne stava lì in braccio come un bambino dipendente dalla mamma, da me. Mi sono girata e sono tornata in casa, lei era contenta e anche ora è qua dietro lo schermo che sonnecchia.
Il suo mondo è questo, non conosce quello fuori, dove ci sono i gatti che tanto anela quando è in calore, dove ci sono gli animali da catturare a volontà, quando ora è una festa quando entra una farfalla in casa e se la insegue e ci gioca. Lei non lo sa. E non vuole saperlo.E si spaventa se voglio dirglielo.
Mentre la riportavo in casa mi chiedevo: qual è la mia porta sul garage? cosa non voglio conoscere e invece è meraviglioso o comunque una nuova avventura? può essere un lavoro diverso, un'amicizia nuova, cui tante volte ci chiudiamo perché non sappiamo cosa sarà dopo. O forse perché siamo ancorati al nostro piccolo appartamento dove sappiamo che c'è la ciotola piena e nessuno che ci graffia o ci morde e continuiamo a correre e saltare dal divano al cesto aspettando che entri una farfalla, mentre altri decidono quale sarà la nostra vita.