domenica 16 settembre 2012

La gatta

E' tenera la mia Corry, la mia gattina, mi segue ovunque per casa. Mi sveglia al mattino strusciandosi addosso a me, non mi lascia la sera e si accuccia sulle mie gambe mentre sono sul divano. C'è un legame, c'è la voglia di stare insieme. Le piace essere accarezzata e coccolata.
Quando è arrivata e la portavo sul balcone, si aggrappava con le unghie alla mia carne e non mi lasciava, qualcosa la spaventava, anche sulla ringhiera della scala interna. Così non ha mai voluto uscire, il suo mondo è il mio appartamento, è la regina del divano, e anche delle sedie della cucina e se dimentico un maglione... poi lo ritrovo ricolmo dei suoi peli.
Un giorno ho deciso che non era giusto non farle conoscere la sua alternativa, il mondo esterno. L'ho presa in braccio, l'ho portata giù per le scale e lei era un po' stranita, non capiva cosa stessi facendo. Arrivata in fondo alle scale, quello era il limite massimo cui era mai arrivata, ho aperto la porta e lei se ne è stata in braccio mentre ho attraversato il garage e  poi ho fatto due passi fuori, quando ha cominciato a miagolare in modo disperato, spaventato. Meaw meaw, e non scendeva se ne stava lì in braccio come un bambino dipendente dalla mamma, da me. Mi sono girata e sono tornata in casa, lei era contenta e anche ora è qua dietro lo schermo che sonnecchia.
Il suo mondo è questo, non conosce quello fuori, dove ci sono i gatti che tanto anela quando è in calore, dove ci sono gli animali da catturare a volontà, quando ora è una festa quando entra una farfalla in casa e se la insegue e ci gioca. Lei non lo sa. E non vuole saperlo.E si spaventa se voglio dirglielo.
Mentre la riportavo in casa mi chiedevo: qual è la mia porta sul garage? cosa non voglio conoscere e invece è meraviglioso o comunque una nuova avventura? può essere un lavoro diverso, un'amicizia nuova, cui tante volte ci chiudiamo perché non sappiamo cosa sarà dopo. O forse perché siamo ancorati al nostro piccolo appartamento dove sappiamo che c'è la ciotola piena e nessuno che ci graffia o ci morde e continuiamo a correre e saltare dal divano al cesto aspettando che entri una farfalla, mentre altri decidono quale sarà la nostra vita.
 
 

Nessun commento:

Posta un commento