lunedì 17 settembre 2012

Dottor Porta

"Studio del Dott. Porta, Buongiorno!"
"Salve Daria, vorrei prenotare la seconda seduta, sono Stefania Borghesi"
"Sì, bene Stefania, oggi si è liberato un posto alle 15"
"Sì, va bene, ci vediamo oggi"
14.55 puntuale Stefania arriva e si siede nella sala d'aspetto.
Arriva Michael, il Dott. Porta e le dice
"Ciao Stefania, che ci fai qua?"
"Ho prenotato Michael... c'è qualche problema?"
"Se sei qua sicuramente, vedo che siamo sulla difensiva, accomodati che chiacchieriamo un po'"
Stefania si lascia scappare un sorriso, piegando la testa in avanti, poi si risolleva e si affretta nel raggiungere Michael ormai quasi arrivato alla poltrona mentre pensa "per essere un ometto magrolino e piccoletto è un razzo"
"Fammi capire Stefania perché hai voluto la seconda seduta, la prima non ti è piaciuta?"
"Ma Michael, no tutto l'opposto... certo sono uscita un po' stranita, mi sembrava di non aver fatto nulla, invece nel giro di qualche giorno ho cominciato ad avere pensieri diversi e volevo capire meglio"
"Ok capiamo, quali pensieri hai avuto?"
"Beh sai che sono arrivata dicendo che mi avevano diagnosticato tutti gli psichiatri manie di persecuzione, e che ritenevo che non fosse proprio giusto, perché certo, mi accadono tante cose... mi fermano tutte le pattuglie per strada... mi incolpano spesso di cose che accadono al lavoro... a mio marito non va bene come cucino... comunque si tratta di cose oggettive, succedono ed ero arrivata a pensare a qualche cosa di qualche forza superiore... sai cosa intendo. Beh ci siamo visti mercoledì scorso, e sabato mattina mi sono svegliata e non so cos'avessi sognato, fatto sta che mi è sorto un dubbio, un dubbio atroce... ma io posso decidere che non sia più così? cioé se questo dipende da un qualcosa che mi hanno messo addosso, allora me lo posso togliere giusto?"
"Stefania, mentre stai lì seduta in poltrona, in questa magnifica giornata di sole, con le spalle un po' più sollevate di mercoledì scorso, guardandomi dritto in faccia e aspettando un confronto sincero, il tuo dubbio è l'inizio della soluzione, ne sono certo. Come prima pensavi di essere una condannata, come te ne vagavi da un dottore all'altro, in cerca di una pillola miracolosa, come a mettere la tua vita nelle mani di un farmacista, ora sei pronta a prendere in mano il tuo destino, a cambiare quello che hanno messo dentro di te. Tu hai visto giusto, d'altronde chi ci conosce meglio di noi stessi... Siamo qua per imparare ogni giorno e hai imparato una cosa molto importante: un piccolo e breve incontro può cambiare la nostra essenza, deve solo colpire il punto corretto."
"Sì Michael, in realtà non mi hai detto molto la volta scorsa, mi hai ascoltato con brevi interruzioni e cosa è successo? me lo sai spiegare?"
"Ho detto quanto bastava a scatenare la giusta reazione... ora tutto sarà in discesa, non troverai difficoltà alcuna, ma certo il viaggio può essere lungo, pensaci se vuoi ho una scorciatoia"
"Oh sì il tempo è prezioso e ne ho sprecato tanto... parlami di questa scorciatoia"
"E'semplice, vieni qua" Michael le fa cenno di seguirlo alla scrivania, vicino al monitor di un microscopio.
"Vedi, prendo una goccia di questo speciale composto e guarda nel monitor"
"Cos'è questo? Sembra un omino!!!"
"Ssstt, è un segreto, un preparato incredibile, te lo posso iniettare, lui va dentro il cervello e parla al tuo posto e ottiene tutte le risposte, le cose cambiano all'istante e si assestano in pochi giorni"
"L'hai già provato?"
"Prima di tutto su me stesso, eccezionale, e su qualche paziente, che aveva la giusta spinta per rischiare"
"Proviamo immediatamente"
"Siediti comoda mentre preparo l'iniezione"
"ora chiudi gli occhi mentre ti inietto il liquido"
"e rilassati"
"tra poco ti sentirai intorpidita e lascerai che sia l'omino a parlare al tuo posto"
"ecco è il momento, al mio tre io ti chiedo parla. Uno.... due..... tre..."
"Eccomi" dice una voce un po' roca.
"Sono Stefania, sono molto arrabbiata perché non riesco a fare quello che devo. Ho sempre paura, non va bene niente, come quando ero piccola e mia mamma mi diceva che dovevo fare meglio e a me sembrava di aver dato tutto. Sei pigra, non combinerai mai niente nella vita."
"Bene ora Stefania, prendi questa frase e gettala via, tu non devi dimostrare niente a nessuno"
"ok l'ho gettata"
"Guarda bene, vedi qualcos'altro che dà fastidio"
"Il mio vicino di banco di seconda elementare, ero molto arrabbiata e avevo detto una parolaccia, perché mi avevano fatto male mi avevano dato un pugno e lui mi ha detto che non sarei mai stata una donna con quel linguaggio"
"Prendi il compagno e gettalo, almeno la sua  frase..."
"Fatto"
"Ora vedi qualcos'altro che dà fastidio?"
"Per ora nulla, ma le voragini che abbiamo lasciato sono molto ampie"
"Riesci a trovare un abbraccio della mamma?"
"Trovato"
"Lascia che il calore si espanda per ricoprire quella brutta frase"
"Si è espanso"
"Vedi una cara amica delle elementari?"
"Sì Chiara"
"Lascia che Chiara dica a Stefania che ogni tanto ci si può lasciare andare"
"Bene è tutto a posto"
"Perfetto Stefania, al mio tre tu ti sveglierai e riprenderai il controllo. Uno.... due.... tre...."
"Oh Michael, è finito? ho visto mia mamma e anche la scuola..."
"Sì l'omino mi ha parlato di quello, abbiamo tolto un paio di cose dalla tua testa, come ti senti?"
"Bene e sicura di me, come non mi sentivo da anni"
"Per oggi abbiamo finito"
"Sì ma l'omino... come esce...?"
"Ha fatto il suo dovere, è così minuscolo che si confonderà con le tue cellule e poi scomparirà, non temere"
Da quel giorno Stefania guarda il mondo con occhi nuovi, occhi da bambina e soprattutto guarda lo specchio con occhi diversi.
 
 

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