Qualche giorno anestetizzato dalle faccende quotidiane, dal susseguirsi veloce di mille questioni.
Poi Elisabeth si ritrova nuovamente davanti al pc a concedersi di estrarre i suoi pensieri.
"Ogni gesto è pesante perché è vuoto.
La mancanza sembra impadronirsi di quanto
è attorno a me. Come un Re Mida diffondo
l'assenza. Mi sto perdendo e sto perdendo vita.
Mi abbandono a vedere quello che vorrei
e mille pensieri affiorano alla mia mente
il cambiamento è dietro l'angolo pronto
ad accogliermi e questo vuoto sta facendo
spazio perché la mia volontà profonda
è nascosta e soffocata e va liberata dall'inutile.
Ordino le stanze per iniziare a fare chiarezza
e gli oggetti suscitano ricordi. A volte è meglio
scordare, a volte è meglio ricordare
so cosa è meglio per me, so in che direzione
voglio andare, il modo non è limpido
certo arriverà.
Il vuoto di persone, di cose permette ad altre
di entrare ma è nel vuoto che avverto l'essenziale
è nel buio che si vede una sola strada
se si intravede un puntino luminoso."
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sabato 13 ottobre 2012
sabato 6 ottobre 2012
La paura della solitudine e la solitudine delle paure
"Sì Michael ero lì a quell'evento bellissimo certo, ero contenta, ma nello stesso tempo ero un po' titubante perché ero andata da sola e vedevo solo persone accompagnate. Quando è finito tutto, mi sentivo fuori posto e sono scappata invece di socializzare, eppure c'erano un paio di persone interessanti. Sono tornata a casa e mi sono dovuta fermare in macchina perché mi veniva da piangere. Il fatto è che non so nemmeno perché, non è successo nulla, assolutamente nulla che mi potesse far piangere eppure..."
"Bene Patrizia tu non sei venuta qui per sentire la risposta da me, perché sai che la risposta è dentro di te"
"Dici che la tua iniezione magica mi potrebbe rispondere?"
"Possiamo fare un tentativo, se sei d'accordo"
"Sai che sono qua per questo, fammi vedere ancora l'omino, perpiacere"
Patrizia si avvicina al microscopio e attende che Michael metta sul vetrino la goccina magica e vede come un omino stilizzato, le si allarga il sorriso, guarda Michael, annuisce e va a sedersi sulla poltrona. Michael prepara con cura l'iniezione e si avvicina la braccio scoperto di lei e la particella intelligente comincia il viaggio dentro il corpo di Patrizia andandosi ad insediare tra i neuroni del cervello. Da lì comanda la parola mentre ha accesso ad ogni cellula.
"Patrizia ora chiudi gli occhi e attendiamo qualche minuto, mentre ti rilassi"
"Ci sei posso parlarti?"
"Ci sono, il mio nome è Mesil e vedo che vuoi che ti parli del perché Patrizia si è messa a piangere"
"Certo, tutto quello che mi puoi dire, ti ascolto"
"Bene, quando era alla festa, Patrizia ha avuto interesse per gli altri esseri umani, si divertiva, questo l'ha spaventata terribilmente anche se era una cosa per lei piacevole, perché ha cominciato a farsi domande sul dopo e cosa avrebbe detto, e cosa avrebbe fatto e cosa sarebbe successo e forse non le sarebbe stato bene.... insomma ha lasciato che le sue paure guidassero i suoi passi. Dopo aver lasciato fare a loro, si è accorta di aver perso quell'occasione di cambiamento e quindi le lacrime, simbolo sempre di due sentimenti contrastanti. Da qua sento tutti i suoi pensieri e varie cose sono successe sul suo cammino che hanno alimentato le sue paure, attorniata spesso da persone non in linea con lei."
"Mesil, tu riesci a vedere se il suo cervello sta lavorando per reagire?"
"Sì comincia a lavorare in modo da evitare il dolore in futuro, non è detto che questo lavoro porti ad un'apertura verso gli altri, la soluzione più sicura per evitare il dolore è chiudersi ancora di più in se stessi, si evita il dolore ma anche il piacere. L'unico modo è azzerare il passato, in modo che torni con lo spirito pulito come da bambina e possa agire in libertà."
"Credi di poter cominciare l'opera di pulizia?"
"Sì, ma mi rimane poco tempo ed occorre la sua collaborazione, deve essere d'accordo altrimenti in pochi giorni si riformerebbero tutte le limitazioni precedenti"
"Grazie Mesil, sei stato molto utile, ti lascio il tempo di dissolverti con calma"
"Grazie Michael, è stato un onore"
"Ciao Patrizia, bentornata, ho un messaggio per te: devi scegliere se vuoi cancellare i condizionamenti del tuo passato e ritornare con lo spirito da bambina per poter affrontare la vita o se non te la senti e preferisci semmai chiuderti in te stessa e affrontare sofferenze simili a quelle che hai già vissuto. Adesso sei scombussolata, pensaci, mi risponderai la prossima settimana"
"Sì Michael scappo che ho visto i miei limiti e ho come sognato le due strade del mio futuro, devo riprendermi, scappo... Ciao"
"Ciao Patrizia"
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domenica 23 settembre 2012
Giacomo e il Dott. Porta
"Quindi questo preparato mi farà passare il male alla caviglia?" chiede Giacomo.
"Più esattamente ci farà capire se c'è una causa psicosomatica per il tuo male alla caviglia" risponde il Dott. Porta.
Dopo avergli iniettato il preparato contenente il minuscolo omino, Michael, il Dott. Porta, si rivolge a lui.
"Ora ti avvinghierai a Giacomo e risponderai per suo conto. Hai trovato la causa psicologica del suo male cronico?"
"Certo, sono un insieme di cause. Innanzi tutto vedo che mi ha protetto in molte occasioni, quando non volevo partecipare a qualche evento. Ma si tratta più di conseguenze."
"Bene, vedi l'episodio scatenanate, se esiste un singolo episodio?"
"Vedo mia mamma che aveva necessità di stare a casa perché la nonna non poteva tenerci quel giorno, dire che aveva mal di testa e di non poter andare al lavoro, era al telefono con il capo. Poi vedo mio papà dire che ha mal di schiena per evitare un lavoro che non gli piaceva e un po' lo preoccupava. Un giorno a scuola dovevo fare una scenetta e avevo paura di essere preso in giro perché si trattava di fare una parte buffa ed ecco che mi viene male alla caviglia e non riesco a stare in piedi. Salvo miracolosamente."
"Bene, ora di scenette non ne devi più fare, sei grande e decidi per te stesso, vedi quando ti arriva il male?"
"E' la paura che si manifesta dentro e fuori di me, e mi distrae dalla decisione rimandandola. E' servito qualche volta ad attendere tempi migliori e a semplificare le cose, altre volte mi ha impedito di cogliere il momento giusto."
"Credi che una valutazione obiettiva ti possa salvare nello stesso modo da decisioni sbagliate?"
"Difficile da dirsi, è comunque un peccato non poter andare a correre per proteggersi dalle paure"
"Cancella allora questi ricordi iniziali e trasformali in richieste senza scuse. Riscrivi piano il momento in cui hai sentito quelle parole e fagliene sentire altre, torniamo indietro nel tempo e riscriviamo quella storia, senza peraltro poter modificare gli altri momenti della sua vita."
"I ricordi di mamma sono difficili da modificare, sono molto inseriti nella area antica del cervello, hanno molte ramificazioni e mi hanno insegnato altre cose. La decisione si fa più complessa"
"Infatti molto difficile da valutare e il tempo a tua disposizione sta scadendo, tra poco torna Giacomo il malato immaginario... proseguiremo il nostro discorso in un'altra seduta"
"Beh, che dice l'omino....?" chiede Giacomo di nuovo cosciente.
"Cose interessanti, dobbiamo reincontrarci domani, ti lascio un compito, pensa a tutta la tua storia su tua madre"
"Buffo stavo pensando a lei; va bene domani alla stessa ora Michael, ci penserò"
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lunedì 17 settembre 2012
Dottor Porta
"Studio del Dott. Porta, Buongiorno!"
"Salve Daria, vorrei prenotare la seconda seduta, sono Stefania Borghesi"
"Sì, bene Stefania, oggi si è liberato un posto alle 15"
"Sì, va bene, ci vediamo oggi"
14.55 puntuale Stefania arriva e si siede nella sala d'aspetto.
Arriva Michael, il Dott. Porta e le dice
"Ciao Stefania, che ci fai qua?"
"Ho prenotato Michael... c'è qualche problema?"
"Se sei qua sicuramente, vedo che siamo sulla difensiva, accomodati che chiacchieriamo un po'"
Stefania si lascia scappare un sorriso, piegando la testa in avanti, poi si risolleva e si affretta nel raggiungere Michael ormai quasi arrivato alla poltrona mentre pensa "per essere un ometto magrolino e piccoletto è un razzo"
"Fammi capire Stefania perché hai voluto la seconda seduta, la prima non ti è piaciuta?"
"Ma Michael, no tutto l'opposto... certo sono uscita un po' stranita, mi sembrava di non aver fatto nulla, invece nel giro di qualche giorno ho cominciato ad avere pensieri diversi e volevo capire meglio"
"Ok capiamo, quali pensieri hai avuto?"
"Beh sai che sono arrivata dicendo che mi avevano diagnosticato tutti gli psichiatri manie di persecuzione, e che ritenevo che non fosse proprio giusto, perché certo, mi accadono tante cose... mi fermano tutte le pattuglie per strada... mi incolpano spesso di cose che accadono al lavoro... a mio marito non va bene come cucino... comunque si tratta di cose oggettive, succedono ed ero arrivata a pensare a qualche cosa di qualche forza superiore... sai cosa intendo. Beh ci siamo visti mercoledì scorso, e sabato mattina mi sono svegliata e non so cos'avessi sognato, fatto sta che mi è sorto un dubbio, un dubbio atroce... ma io posso decidere che non sia più così? cioé se questo dipende da un qualcosa che mi hanno messo addosso, allora me lo posso togliere giusto?"
"Stefania, mentre stai lì seduta in poltrona, in questa magnifica giornata di sole, con le spalle un po' più sollevate di mercoledì scorso, guardandomi dritto in faccia e aspettando un confronto sincero, il tuo dubbio è l'inizio della soluzione, ne sono certo. Come prima pensavi di essere una condannata, come te ne vagavi da un dottore all'altro, in cerca di una pillola miracolosa, come a mettere la tua vita nelle mani di un farmacista, ora sei pronta a prendere in mano il tuo destino, a cambiare quello che hanno messo dentro di te. Tu hai visto giusto, d'altronde chi ci conosce meglio di noi stessi... Siamo qua per imparare ogni giorno e hai imparato una cosa molto importante: un piccolo e breve incontro può cambiare la nostra essenza, deve solo colpire il punto corretto."
"Sì Michael, in realtà non mi hai detto molto la volta scorsa, mi hai ascoltato con brevi interruzioni e cosa è successo? me lo sai spiegare?"
"Ho detto quanto bastava a scatenare la giusta reazione... ora tutto sarà in discesa, non troverai difficoltà alcuna, ma certo il viaggio può essere lungo, pensaci se vuoi ho una scorciatoia"
"Oh sì il tempo è prezioso e ne ho sprecato tanto... parlami di questa scorciatoia"
"E'semplice, vieni qua" Michael le fa cenno di seguirlo alla scrivania, vicino al monitor di un microscopio.
"Vedi, prendo una goccia di questo speciale composto e guarda nel monitor"
"Cos'è questo? Sembra un omino!!!"
"Ssstt, è un segreto, un preparato incredibile, te lo posso iniettare, lui va dentro il cervello e parla al tuo posto e ottiene tutte le risposte, le cose cambiano all'istante e si assestano in pochi giorni"
"L'hai già provato?"
"Prima di tutto su me stesso, eccezionale, e su qualche paziente, che aveva la giusta spinta per rischiare"
"Proviamo immediatamente"
"Siediti comoda mentre preparo l'iniezione"
"ora chiudi gli occhi mentre ti inietto il liquido"
"e rilassati"
"tra poco ti sentirai intorpidita e lascerai che sia l'omino a parlare al tuo posto"
"ecco è il momento, al mio tre io ti chiedo parla. Uno.... due..... tre..."
"Eccomi" dice una voce un po' roca.
"Sono Stefania, sono molto arrabbiata perché non riesco a fare quello che devo. Ho sempre paura, non va bene niente, come quando ero piccola e mia mamma mi diceva che dovevo fare meglio e a me sembrava di aver dato tutto. Sei pigra, non combinerai mai niente nella vita."
"Bene ora Stefania, prendi questa frase e gettala via, tu non devi dimostrare niente a nessuno"
"ok l'ho gettata"
"Guarda bene, vedi qualcos'altro che dà fastidio"
"Il mio vicino di banco di seconda elementare, ero molto arrabbiata e avevo detto una parolaccia, perché mi avevano fatto male mi avevano dato un pugno e lui mi ha detto che non sarei mai stata una donna con quel linguaggio"
"Prendi il compagno e gettalo, almeno la sua frase..."
"Fatto"
"Ora vedi qualcos'altro che dà fastidio?"
"Per ora nulla, ma le voragini che abbiamo lasciato sono molto ampie"
"Riesci a trovare un abbraccio della mamma?"
"Trovato"
"Lascia che il calore si espanda per ricoprire quella brutta frase"
"Si è espanso"
"Vedi una cara amica delle elementari?"
"Sì Chiara"
"Lascia che Chiara dica a Stefania che ogni tanto ci si può lasciare andare"
"Bene è tutto a posto"
"Perfetto Stefania, al mio tre tu ti sveglierai e riprenderai il controllo. Uno.... due.... tre...."
"Oh Michael, è finito? ho visto mia mamma e anche la scuola..."
"Sì l'omino mi ha parlato di quello, abbiamo tolto un paio di cose dalla tua testa, come ti senti?"
"Bene e sicura di me, come non mi sentivo da anni"
"Per oggi abbiamo finito"
"Sì ma l'omino... come esce...?"
"Ha fatto il suo dovere, è così minuscolo che si confonderà con le tue cellule e poi scomparirà, non temere"
Da quel giorno Stefania guarda il mondo con occhi nuovi, occhi da bambina e soprattutto guarda lo specchio con occhi diversi.
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