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domenica 30 dicembre 2012

Elisabetta I anno 6

La storia di Elisabetta I è ammirevole, la regina vergine, di cui tanto si parla in film e romanzi. La ricordiamo con la faccia tutta truccata in modo bianchissimo e con i capelli corti e riccioli.

Il mio intento è di parlarne come persona, come me la immagino, un po' più umana, più vicina a noi anche se sempre reale. Non è mia intenzione fare un trattato storico e se qualcuno vuole puntualizzare con qualche informazione è chiaramente possibile inserire un commento.

A 6 anni affrontavo i miei doveri di studentessa in casa con Katherine e mi appassionavo alle scienze e allo studio delle altre nazioni e delle loro lingue. Sapevo che fossero importanti, così come gli spazi per pensare e per pregare in mezzo alla natura o nella cappella di famiglia. Cominciavo anche con i primi impegni sociali non nelle udienze di mio padre ma in qualche cerimonia. Mi ricordo di aver fatto da damigella ad una sposa, forse mia parente, non ricordo, che si sposava a Westminster Abbey.
Mentre avanzavo verso l'altare con il velo in mano presa dal non inciampare e da non stropicciare il mio abito, mi prese un pensiero. Stringevo sempre più forte il velo facendomi quasi male per trattenere le lacrime, pensando che in quel corridoio era passata mia madre nel giorno della sua incoronazione assieme a me, dentro il suo ventre.

giovedì 22 novembre 2012

Elisabetta I anno 3

 

La storia di Elisabetta I è ammirevole, la regina vergine, di cui tanto si parla in film e romanzi. La ricordiamo con la faccia tutta truccata in modo bianchissimo e con i capelli corti e riccioli.

Il mio intento è di parlarne come persona, come me la immagino, un po' più umana, più vicina a noi anche se sempre reale. Non è mia intenzione fare un trattato storico e se qualcuno vuole puntualizzare con qualche informazione è chiaramente possibile inserire un commento.
 
Del mio terzo anno di vita, Donald, ricordo quel giorno alla torre, ero tra le braccia della tata, quando mi si avvicina mia madre in un abito splendido, ho davanti agli occhi la sua figura maestosa con il volto triste e le lacrime che le scendono, quella pelle così chiara, un po' sul grigio. Mi bacia sulla fronte e mi dice "Non lasciare che un uomo decida della tua vita", mi stringe forte al petto "Ti amo". Mia madre si allontana con maestà. Solo dopo qualche anno ho saputo che mentre facevo un pisolino vicino alla tata, la testa di mia madre rotolava lì vicino.